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“Viaggiare è come sognare”, affermava Edgar Allan Poe. “La differenza – continuava – è che non tutti, al risveglio, ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva calda la memoria delle meta da cui è tornato”.

Come Marco Polo che, per merito della geniale penna di Italo Calvino, narrava a Kublai Khan le città visitate lungo il suo viaggio, mescolando sogno e realtà dentro strutture onirico-architettoniche e per mezzo di gestualità sociali impensabili ma possibili, immagino che molti tra noi associno al viaggio una dimensione eterea, multiforme, pluridimensionale.

Questo perché, a mio parere, viaggiare non è solo un’azione, ma è un nuovo modo di vedere le cose, sentire gli odori, scandire il tempo, definire un’emozione, e chissà cos’altro…il viaggio è quella parentesi della vita che non facciamo altro che desiderare e attendere con impazienza. È un pensiero che ci rende felici e ci fa sentire liberi, è un’azione che risveglia la nostra voglia di scoprire e ci aiuta ad essere cittadini del mondo. È un regalo che dedichiamo a noi stessi, al nostro benessere e alla nostra serenità.

L’importanza di essere viaggiatori

“I viaggiatori sono quelli che lasciano le loro convinzioni a casa, i turisti no”.

Pico Iyer letterato noto per i suoi scritti di viaggio incentrati sull’incrocio tra le culture con questo aforisma rivela in maniera semplice e per questo impietosa la differenza tra queste due categorie.

In una società sempre più fluida, il fascino, l’adrenalina, l’esoticità del viaggio sono state anestetizzate dalla globalizzazione e standardizzazione dell’offerta. E proprio come accade in urbanistica col fenomeno della conurbazione – dove i piccoli centri urbani vengono fagocitati dalle espansioni delle grandi città, perdendo la loro autonomia, la loro unicità nella memoria collettiva, per divenire semplicemente parte di ciò che li ha inglobati – così per tanti anni la parola viaggio ha progressivamente perso il suo carattere valorizzante, la sua essenza di scoperta, quella magnifica potenzialità intrinseca della non conoscenza intesa come possibilità di meraviglia, di stimolo, di confronto, di crescita.

Il viaggio è così diventato turismo di massa, un prodotto sociale, che come pochi altri, rispecchia i paradossi evoluzionistici della nostra umanità.

Non esistono carnefici però, perché tutti agiscono seguendo le regole. Semmai, sono le stesse regole del mercato globale a non essere tarate secondo i principi della località, dell’universo di unicità che il territorio esprime, se solo fosse raccontato e visto con gli occhi di chi ne può testimoniare l’importanza.

Nessun luogo è banale, soprattutto in Italia, culla del Mediterraneo: qui ogni cosa è il risultato di sedimenti millenari di diverse culture. Qui ogni territorio è come una lingua nuova, sconosciuta, non intellegibile dal viaggiatore se non tramite un indigeno, qualcuno che conosca quei segni, che ne possa interpretare le relazioni e mostrare il senso compiuto.

Ogni luogo è un senso compiuto, ma per capirlo non basta solo che chi arrivi sia disposto a lasciare da parte le proprie convinzioni per abbracciare quella nuova dimensione. Occorre, prima di tutto, qualcuno che aiuti a rivelarlo, quel senso.

Lettere dagli sconosciuti

“Le città sono sempre state come le persone, esse mostrano le loro diverse personalità al viaggiatore”… (Roman Payne)

Abitare è una condizione intrinseca dell’uomo, un’azione atemporale di cui l’essere umano necessita per definirsi come tale.

Chi nasce, cresce, vive un luogo, diviene parte di quello spazio, lancetta del tempo che lì trascorre. Abitare un luogo essendo al contempo abitati da quel posto, in un rapporto di amore simbiotico che ognuno di noi prova, ma che è quasi impossibile descrivere.

Cosa succederebbe, però, se per ogni territorio ci fosse una persona pronta a raccontare quella simbiosi, quel legame, attraverso i punti cardinali di quello spazio?

Cammineresti con lei tra le righe della sua lettera per conoscere una parte di quel mondo che ti viene narrato? Ne rimarresti talmente affascinato tanto da decidere di volerlo andare a guardare con i tuoi occhi, quel luogo?

Noi di TipTheTrip pensiamo di si. È per questo che daremo vita a un diario di viaggio scritto a mille mani, tutte diverse ma uguali, perché accomunate dallo stesso amore, quello di Abitare la propria terra.

Per raccontare la meraviglia dell’Italia a ogni sua latitudine, per rendere il nostro paese una dimensione collettiva del viaggio.

Nasce così il blog di TipTheTrip: l’Italia, come non l’avete mai letta

Il Blog?

Il blog di TipTheTrip nasce per dare voce a quelle persone che amano un luogo a tal punto da volerlo raccontare a tutti, aggiungendo dettagli e suggerimenti che hanno l’intento di strutturare un articolo da viaggio, che possa incentivare nel lettore la curiosità verso quel luogo, la voglia di scoperta.

Con questa raccolta, vogliamo porre l’accento su luoghi e aspetti spesso non coperti dal turismo di massa, ma ugualmente meravigliosi e unici, con l’auspicio di porre nuovi luce e interesse su territori che hanno tanto da offrire.

Miriamo a raccogliere quante più lettere possibili, in modo da creare un diario che racconti l’Italia in tutte le sue sfumature di paesaggio e storia, dando la possibilità a chiunque sia animato dalla voglia di scoprire nuovi brani del nostro paese, un’occasione per immergersi e viaggiare con la mente in questi luoghi, riuscendo quasi a vederli.

Gli autori

Gli “sconosciuti” che scriveranno gli articoli sono gli Ambassadors di TipTheTrip!! –> Chi sono?

Persone che hanno sposato il nostro stesso ideale, cioè quello di voler sponsorizzare e promuovere un luogo a loro caro.

Registrandosi nella piattaforma www.tipthetrip.com non solo hanno aderito a questa visione, ma si sono anche messi in gioco e – visto il periodo non ottimale per viaggiare – hanno deciso di raccontarci, attraverso questi articoli, le bellezze che ci circondano (da Bolzano a Ragusa, o per meglio dire Capo Passero – il punto più a Sud d’Italia..l’avete mai visitato? – ne vale la pena!) e che, purtroppo, spesso non sono conosciute/apprezzate.

…e tu? Non sei ancora un Ambassador? Che aspetti?

La nostra visione, il nostro piano editoriale

Viaggiare è una scelta per molti, ma una necessità per alcuni

Essere turista o Essere viaggiatore? Noi abbiamo scelto di essere viaggiatori, tu?

Seguici nel nostro viaggio e insieme a noi costruisce le basi per un nuovo modo di viaggiare “undertourism”- privilegiando mete poco frequentate e immergendoti nei luoghi più autentici d’Italia.

Di seguito un’anticipazione del palinsesto di articoli, che usciranno con cadenza bisettimanale:

13 marzo
Sergio Tarquinio | Catania e dintorni

27 marzo
Flavia Sciortino | Viterbo

10 aprile
Mattia Silvestrini | Le Lame Rosse (Marche)

24 Aprile
Manuela Ricci |  Sabaudia e dintorni

8 Maggio
Cristina Pozzi | Lecco e dintorni

22 Maggio

Simona Vagabonda | Lago d’Iseo

Qualora desiderassi far parte di questo progetto, ti invitiamo a iscriverti come Ambassador all’interno della piattaforma e a scriverci una mail a info.tipthetrip@gmail.com, non vediamo l’ora di leggere del tuo territorio.

Tutti gli aggiornamenti verranno comunicati all’interno della piattaforma stessa e nel canale Instagram di TipTheTrip.

Vi lasciamo con un’ultima citazione dello scrittore John Green, che forse più di tutte racchiude l’essenza del nostro progetto.

“Sono innamorato di città che non ho mai visitato e di persone che non ho mai incontrato” John Green