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Un pò di storia..

Sul territorio di Viterbo sono state rinvenute tracce molto antiche di insediamenti neolitici, eneolitici ed etruschi. Si conservano ruderi di mura monumentali ancora visibili su via San Lorenzo, nei pressi della omonima cattedrale. Per gli appassionati di archeologia, al di fuori della città, nell’area di Ferento e Castel d’Asso si estende la zona archeologica e sul Colle di Riello è stata scoperta anche una necropoli.

Sembra che nell’area dove sorge la città esistesse un centro fortificato etrusco, in corrispondenza dell’attuale Duomo e del Palazzo Papale. Per questo castrum, Viterbo prese il nome di Castrum Viterbii, probabilmente facendo derivare il nome dal latino Vetus Urbs, ovvero Città Vecchia.

Con l’occupazione romana di metà III sec., la città iniziò a crescere esponenzialmente grazie anche all’apertura della strada consolare Cassia. Ma il periodo più florido, strettamente connesso alle bellezze custodite nel centro storico di Viterbo, è quello medievale, quando la storia della città si intreccia con il potere papale. Nel 1192 Viterbo ottenne la sede vescovile, divenendo la principale città della Tuscia.

Entrata così nell’orbita papale, la città ricevette un incredibile slancio, raggiungendo un grande splendore e ottenendo ampi poteri. Di contro alcune nobili famiglie cittadine, insofferenti al dominio della chiesa, invocarono l’intervento di Federico II per fronteggiare l’affermarsi delle fazioni guelfe.

Dopo un primo periodo di sopravvento ghibellino, alla morte dell’imperatore nel 1250, la città passò definitivamente sotto l’egemonia papale tanto che, quando nel 1257 papa Alessandro IV vi si rifugiò, si trasferì anche la sede papale per i successivi decenni.

A Viterbo fu istituita l’elezione papale a porte chiuse, il Conclave; furono costruiti edifici pubblici municipali, torri, chiese, in un fiorente stile romanico e gotico che ancora oggi contraddistingue le vie più belle della città. Ospitando oltre 40 papi con le loro corti e la loro ricchezza, nasceva così la “Città dei Papi”, appellativo con cui è principalmente nota Viterbo.

Cosa visitare?
  • Il Palazzo dei Papi

Principale attrazione della città per la scenografica Loggia delle benedizioni, il Palazzo dei Papi rappresenta il più importante monumento di Viterbo, insieme alla Cattedrale. Nato come curia vescovile quando Alessandro IV scappando da Roma si rifugiò a Viterbo, è noto per aver ospitato il Conclave più lungo della storia che durò 33 mesi dal 1268 al 1271.

L’edificio ha subito nel tempo numerose modifiche e oggi ha l’aspetto di una roccaforte dal gusto fiabesco grazie alle merlature e all’intreccio di archi trilobati e bifore. Il complesso è visitabile grazie all’inserimento nel circuito del Polo monumentale (https://www.archeoares.it/museo-colle-del-duomo/) che permette di accedere anche al Museo del Colle del Duomo e alla Cattedrale di San Lorenzo.

  • Cattedrale di S. Lorenzo

Il primo nucleo originario della chiesa dedicata a San Lorenzo fu eretto nel VII secolo sulle rovine di un tempio pagano dedicato a Ercole. Successivamente fu ampliata nel corso del XII secolo e oggi l’imponente e austera struttura romanica ha una facciata cinquecentesca. Al suo fianco il campanile trecentesco svetta con i colori brillanti delle fasce bianche e azzurre.

All’interno della Cattedrale, si dispiega un tappeto di tessere policrome tipicamente cosmatesco. Tra i tesori custoditi, un fonte battesimale del 1470, le tombe di Alessandro VI e di Giovanni XXI e le magnifiche tele barocche di Marco Benefial e Carlo Maratta con raffigurazioni di San Lorenzo.

  • Museo del Colle del Duomo

La fondazione del polo museale è stata voluta nel 2000 per valorizzare il patrimonio della diocesi. Si trova nella stessa piazza della Cattedrale e del Palazzo dei Papi e tra le sale di pietra e il cortile rustico si snodano le tre sezioni: archeologica, storico-artistica e dell’arte sacra.

Si possono ammirare per esempio i reperti villanoviani, etruschi, romani e medievali, espressioni dell’arte moderna locale come i capolavori di Benvenuto di Giovanni (XV-XVI sec.) e di Giovan Francesco Romanelli (XVII sec.) e alcuni brani dell’originaria facciata romanica della Cattedrale di San Lorenzo, poi sostituita dall’odierna facciata cinquecentesca.

  • Palazzo dei Priori

In Piazza del Plebiscito si trova il Palazzo dei Priori, nato come residenza del Governatore Pontificio e odierna sede del Comune. Alla fine del Cinquecento le sale del palazzo furono interamente affrescate e oggi si possono visitare per ammirare le raffigurazioni dei i trentatré castelli che furono sotto il dominio di Viterbo ma anche gli splendidi racconti con personaggi legati alla storia della città e alla mitologia.

Dalla piazza del Plebiscito dove affaccia il palazzo si accede su uno dei punti più suggestivi della città, il cortile con vista sulla Valle di Faul, impreziosito dalle romantiche fontane barocche che incorniciano il panorama.

  • Quartiere San Pellegrino

Vero cuore pulsante della città medievale, il quartiere di San Pellegrino è il nucleo urbanistico che ogni anno incuriosisce migliaia di visitatori. Grazie alla continuità abitativa, il borgo ha conservato il fascino che lo caratterizza; torri, stradine di pietra e arcate si susseguono in un dedalo che sembra sotto l’effetto di un incantesimo.

Particolare la presenza dei “profferli”, tipico elemento dell’architettura civile medievale del centro Italia, che consiste in una a una rampa singola che dal piano terra conduce a un piccolo balcone o loggia al primo piano delle abitazioni. Al di sotto della rampa si apre un’arcata zoppa con un portone che lascia accesso a quelli che erano i locali di servizio come cantine, stalle o botteghe.

  • Viterbo sotterranea

Sotto la città si sviluppa un percorso affascinante fatto di cunicoli scavati nel tufo. Si accede dalla Piazza della Morte, luogo che deve il nome alla Confraternita dell’Orazione e della Morte, stabilitasi nella chiesa di San Tommaso sulla piazza nel corso del XVI secolo. La Confraternita si occupava di dare degna sepoltura ai morti abbandonati nelle campagne o di cui la famiglia non era in grado di pagare le esequie.

In questa piazza iniziano i tour per visitare il reticolo di gallerie della Viterbo sotterranea. Estendendosi dal centro storico oltre la cinta muraria, la loro origine è controversa, probabilmente di epoca etrusca e utilizzate come sistema idraulico. La conformazione attuale è di epoca medievale, quando i passaggi furono allargati e allungati per agevolare i collegamenti tra i punti nevralgici della città verso l’esterno, soprattutto in caso di assedi.

Cosa mangiare

Il territorio del viterbese è caratterizzato da una cucina povera ma molto saporita, con zuppe e sughi di carne spesso arricchiti da erbette di campo. Si possono gustare ottimi primi, secondi e dolci in cui sono presenti nocciole e castagne grazie alla produzione dei vicini Monti Cimini. Si trova per esempio la zuppa di castagne e ceci o l’acquacotta, zuppa di pane raffermo e prodotti di stagione diffusa nella bassa Toscana e l’alto Lazio, ma anche formati di pasta particolarmente gustosa come i lombrichelli, il fieno e gli gnocchi col ferro.

Per gustare i migliori piatti a Viterbo, naturalmente è consigliabile addentrarsi nel quartiere San Pellegrino per goderseli in una magica cornice medievale. Da segnalare il ristorante Il Richiastro che propone un connubio di territorio e storia grazie anche ad alcune ricette medievali ricercate e deliziose. Da segnalare anche il Vecchio Orologio, i Tre Re e per gli amanti della pizza suggeritissimo Il Monastero, famoso per la “pizza su due piatti”. Per acquistare i prodotti del territorio, ottimi punti di riferimento sono Ejelo e il Panzone.

Tips
  • Terme

Il territorio dove sorge la città di Viterbo è particolarmente noto per la presenza di terme poiché qui il bacino idrominerale e idrotermale è uno dei più copiosi d’Italia. Tra le terme ad accesso gratuito la più famosa è quella della Sorgente Bullicame ma altrettanto scenografiche (e super rilassanti) sono le Terme del Bagnaccio, le Masse di San Sisto e le Piscine Carletti, luoghi già molto apprezzati dagli antichi romani.

In merito agli stabilimenti con ingresso a pagamento vanno certamente citate le Terme dei Papi e l’Hotel Salus, dove è possibile coccolarsi con pacchetti che comprendono vari tipi di trattamenti oltre all’accesso alle splendide piscine termali.

  • Festa di Santa Rosa

Il 4 settembre Viterbo si veste a festa per celebrare Santa Rosa, patrona della città. Questa ricorrenza molto sentita, culmina nella processione che si tiene alla vigilia della festa, durante la quale si anima la “Macchina di Santa Rosa”, un’imponente torre di 28 metri e del peso di circa 50 quintali.

Riccamente decorata e con in cima la statua della santa, la Macchina di Santa Rosa viene portata in spalla per le vie della città da 100 devoti chiamati “facchini”. Dal 2013 la festa rientra nel Patrimonio orale e immateriale dell’umanità dell’UNESCO.

Gli Ambassador consigliano…

Chi meglio degli abitanti del luogo può dare quei piccoli consigli per muoversi al meglio? Ecco qualche suggerimento:

  • molto spesso i ristoranti del quartiere San Pellegrino non accettano prenotazioni dunque l’ideale è andare di presenza e mettersi in lista;
  • Viterbo è una città universitaria, il pomeriggio e la sera è molto animata e una bella soluzione per godersi il fascino dei vicoli medievali è perdendosi per poi godersi un calice di vino (la provincia di Viterbo vanta 7 vini DOC) in uno dei moltissimi locali del centro storico:
  • per non rischiare di restare bloccati nel dedalo di stradine e vicoli, è consigliabile parcheggiare appena fuori le mura medievali che racchiudono il centro storico, a piedi il borgo è facilmente raggiungibile. Per conoscere le aree libere di parcheggio ma anche gli accessi ztl, ci si può anche avvalere dell’utile supporto di mappe interattive (https://www.lombardo-geosystems.it/mappa/Viterbo/)

 

 

 

Articolo scritto da Flavia Sciortino